Identità e società

A CHI E A CHE COSA SERVE L’IDENTITA’

E’ troppo scontato dire chi siamo, basta inventarsi un curriculum, una reputazione nel web, l’identità oggi è un operazione di marketing on line, in effetti lo possiamo dire solo attraverso altri, attraverso chi parla di noi, chi ci sponsorizza, chi ha preso accordi per darci valore, oppure i nostri nemici, i concorrenti, chi si è trovato male nell’interagire con noi, la critica giornalistica, noi siamo la sommatoria dei dati che circolano nel web.

La nostra identità è dentro la testa degli altri, attraverso il posto che occupiamo nella testa del nostro interlocutore, nello specchio che l’altro ha di noi… e allora chi io non sono? E’ più interessante, no?
Per comunicare chi non sono io, devo impegnarmi molto di più, perché devo raccontarmi attraverso gli altri, ma è molto interessante farlo.

Per giocare vi presento un dialogo tra due ipotetici sconosciuti che si incontrano per qualche motivo, forse uno di loro sta cercando una persona di fiducia a cui chiedere aiuto per qualche motivo… forse!

– ciao
– chi sei tu?
– è una domanda che non capisco, dimmi cosa vuoi che risponda, in che senso mi fai questa domanda?
– insomma chi sei tu? voglio sapere che professione fai, da dove vieni, che scuole hai fatto, che interessi hai oltre il tuo lavoro, sei sposato, hai figli, dove vivi?
– tu dici di volermi conoscere e mi stai chiedendo informazioni sulla mia cultura, la mia formazione scolastica, la provenienza geografica, la professione che svolgo per procurarmi da vivere nella società, vuoi sapere quali siano le mie inclinazioni sessuali, le mie scelte riguardo ad avere della prole, stai chiedendomi dove vivo e altro ancora, a cosa ti interessa? Pretendi di conoscermi attraverso il mio passato, le scelte che ho fatto, ritieni che possa essere interessante avere delle informazioni su cosa io rappresento, ma non mi stai chiedendo nulla di cosa posso darti adesso, di che posizione posso avere rispetto ai tuoi bisogni e sogni attuali, io non sono l’immagine che ho, non sono il prodotto delle scuole che ho frequentato, sono molto altro, io non sono stato”formato” dai corsi formativi che hanno dato nome alla mia professione, non appartengo alla città in cui sono nato, né in quella in cui vivo, non sono un padre perché ho dei figli, oppure non sono un single perchè vivo da solo, io sono altro, non sono la religione o la via spirituale che ho scelto come veicolo per la mia realizzazione, non appartengo ai circoli e club a cui sono iscritto, meno ancora non sono il mio profilo FB o G…le, sono molto altro e non sono i libri che ho letto e nemmeno i miei hobby, potrei cambiare opinione in qualunque momento, capisci? Quello che ho fatto, studiato, partecipato, creduto sono solo cose momentanee che non mi riguardano più, adesso, azioni che ho fatto in virtù della risultanza di più forze antagoniste, le mie azioni passate sono state prodotte dallo scontro e confronto di molti aspetti differenti dagli equilibri tra queste forze opposte, ma ora tutto è cambiato, sono passati anni, ho fatto nuove esperienze proprio attraverso quelle azioni e ora ho altri bisogni e una visione del mondo totalmente diversa, come faccio a dirti chi sono attraverso le mie azioni? Non ci riuscirei nemmeno attraverso le mie emozioni o sentimenti, perché anche essi stanno mutando, anch’essi stanno trasformandosi continuamente, non riesco a fare una fotografia che mi rappresenti, non riesco a fermare il tempo, se vuoi posso farti una foto di me, se ti basta…
– a me non interessi tu, chissà quanti altri posso trovare come te o meglio dite, tu sei solo un simbolo che ho incontrato nel mio girovagare nella vita, rappresenti un a piccola icona a cui voglio dare una categoria, tu occupi un posto nel sistema sociale, questo mi interessa, mi interessa la società, non tu e voglio inquadrare che posto hai per collocarlo in modo coerente ai miei parametri di giudizio, voglio scoprire che potere hai nell’interagire con gli altri in modo da capire se hai un certo peso, se sei affidabile oppure no, voglio capire cosa posso aspettarmi da te, se sei un investimento utile per i miei progetti di crescita, che cosa puoi offrirmi rispetto alla posizione che occupi nello schermo che ho della società, che posizione hai nella mia rappresentazione mentale della società. voglio conoscere chi sei nella mia testa, così saprò se darti un valore oppure no, se metterti in una casellina significativa, oppure in una delle tante caselline ordinarie, ecco, caro amico perché voglio sapere chi sei per me… ricorda che il tuo valore dipende unicamente dal ruolo che hai nella società, perché per me solo quello vale veramente, per me la società è la cosa più concreta che esista, tutti i tuoi discorsi sono senza valore se non sai rapportarti con la società. Il confronto sociale determina il tuo valore, il tuo ruolo e i limiti entro i quali tu puoi agire, ricorda che l’efficienza che tu possiedi è dimostrata appunto dal ruolo che hai nella società.
– mi dispiace deluderti, ma non ho l’idea di chi io sia e tantomeno che ruolo io abbia nella società, credo sia riscontrabile soggettivamente, no? Se vuoi, invento qualcosa per farti felice, ma le azioni e le scelte che ho fatto nel passato, in parte non mi appartengono più, in parte hanno dato dei frutti buoni e in parte cattivi, ma tutte le azioni che ho fatto hanno fruttificato… tu mi chiedi invece solo che cosa ho scelto di seminare nel passato e non ti interessano i frutti del presente, ti interessa dove sono capitato e che strada ho fatto per arrivare qui e non dove sono adesso né dove sono diretto, ma io non saprei connettere queste informazioni del mio passato, perché per me non hanno alcuna attinenza, cioè, è nella loro complessità che hanno dato i frutti di chi io sono ora, ma tu mi chiedi una lista… Presa singolarmente qualunque mia azione passata è ininfluente, é insignificante rispetto a quello che sono adesso e quindi non so risponderti, queste azioni che ho fatto non saprei come organizzarle, che valore dare loro, che senso dare loro rispetto all’adesso, quindi mi trovi impreparato a descrivermi rispetto al passato.
– quando mi dici così, mi disorienti e mi fai paura, mi sembra così semplice rispondere alle domande che ti ho fatto, capisco che è una convenzione, ma a me basterebbe così poco… vorrei solo rassicurarmi che non sei un pericolo per me, anche se mi dici una bugia a me non importa, non andrò a verificare, voglio solo essere rassicurato, invece tu mi preoccupi, perché chiunque altro risponderebbe semplicemente. Mi stai preoccupando, chissà cosa hai da nascondere, sei strano, perché mai dovresti rendere così complicata una risposta così semplice… mi metti in crisi, io ho bisogno di sapere la posizione che occupi nella mia mente, hai capito? Voglio sapere dove stai dentro il mio cervello, voglio poterti controllare, ne ho il diritto! voglio sapere esattamente se posso fidarmi di te rispetto alle mie vulnerabilità, alle mie paure e voglio sapere se le mie difese sono sufficienti, oppure se devo correre ai rimedi, se devo difendermi da te… se tu non rispondi, io mi preoccupo, ho il diritto di difendermi e ne ho la responsabilità in quanto adulto sta a me difendere i miei confini e la mia vita, dunque pretendo di sapere cosa rappresenti per me, io ho il diritto di controllare chi c’è nella mia testa.
– mi dispiace per te, amico, mi dispiace molto, ma non saprei come aiutarti, se vuoi i miei dati li puoi trovare nel web, ormai tutto è trasparente, puoi sapere tutto dei miei dati, chi sono… dalla rete, ma non chiederlo a me, perché per me non ha alcun significato.
– certo lo farò certamente, ma mi metti il dubbio che tu stia barando, sicuramente sei un po’ fuori di testa, potresti aver barato, se no non faresti certi discorsi, non ti nasconderesti l’identità, scoprirò chi sei così potrò collocarti al sicuro dentro una casellina con un’etichetta, in un certo luogo della mia testa, allora potrò continuare a stare rilassato, potrò continuare a svolgere i miei compiti, la mia vita, potrò continuare indisturbato a vivere… riuscirò a collocarti nel miglior posto che ti meriti, vedrai
– sono molto contento che tu lo faccia, ti volevo anche suggerire di cancellare l’etichetta e pensare ad altro, potresti lasciare l’etichetta vuota, in modo da evitare qualunque fraintendimento futuro, così non ti perderesti nessuna opportunità di interagire.
– vedrò io che fare, prima voglio capire se sei pericoloso per la mia stabilità, per la mia zona di confort, per me è la cosa più importante adesso che ho trovato la mia zona di confort, il mio tanto sofferto equilibrio e poi deciderò io cosa fare di te nella mia testa.
– va bene era solo un suggerimento… hai altro da chiedermi?
– visto che non vuoi rispondere a nessuna categoria, per me ora non hai alcun valore, ti metto in un angolino della mia testa con un’etichetta qualunque, la prima che trovo: non-catalogato!
– Bene allora ti saluto e auguri per la tua ricerca.
– auguri a te che ritieni di essere libero e felice, che ostenti il tuo rifiuto a comunicare normalmente con le persone civili, che fuggi da un rapporto di comune comunicazione… auguri a te, caro “libero pensiero” continua pure così… per me sei solo un poveraccio, una persona rifiutata dalla società, uno che non è riuscito a integrarsi, perché aveva dei problemi psicologici, per me sei uno che non ce lìha fatta a trovare un posto nella società, uno che non sa scegliere, che non sa accettare la normalità delle cose, sei un diseredato dalla società, uno che rifiuta le tradizioni normali, della vita comune, io non voglio cambiare ciò che ho creato con tanta fatica, e tu sei uno che se la tira e che pensa di essere superiore agli altri… chissà chi! Io non voglio mettere in discussione quello che ho costruito e che mi da una modo confortevole e equilibrato di vivere, sai che ti dico? Che ora comincio proprio a conoscerti, non serve neppure che tu risponda alle mie domande, in qualche modo, l’hai già fatto, tu sei un disperato, senza storia, un disperato che non ha famiglia, che vive alla giornata… una persona inutile agli altri, un egoista che è fuggito dalle responsabilità sociali, illudendosi di essere libero, sei sicuramente uno squattrinato che non è riuscito a trovare un territorio e a difenderlo, ti capisco, sai e mi dispiace che ti siano capitate tutte quelle cose brutte che sicuramente ti sono accadute, per doverti comportare in questo modo… mi fai pena, sai, ma se volevi chiedermi soldi una donazione, mi dispiace, non posso permettermelo, in questo momento, sai ho una casa, dei figli, le bollette da pagare, perché io, rispetto a te, ho delle responsabilità, delle priorità regolate dalla mia dignità, io ho preso degli impegni e voglio onorarli, mi sono assunto delle responsabilità in passato e voglio mantenere le promesse fatte nel passato, per me il passato è importante, perché sono le mie origini, io voglio essere coerente con le mie origini perché sono me stesso… ma tu non puoi capirlo, certamente, tu sei libero… bene amico, sappi che non ho soldi da darti e nemmeno un lavoro, perché io ho un azienda da mandare avanti, capisci? Io rispetto le regole del gioco, rispetto le leggi, pago le tasse, capisci cosa significa? che i miei soldi li ho sudati con il mio impegno, giocando senza barare, io sono una persona per bene, uno di cui ci si può fidare… ma non puoi fregarmi, caro amico sfigato, io ho dei figli e voglio dare loro il meglio che posso, in modo che nessuno possa giudicare il mio operato e poi francamente non capisco la tua richiesta di denaro proprio a me… ecco, adesso comprendo perché mi hai risposto così vagamente su chi sei tu… tu sei un poveraccio sfigato che ha qualcosa da nascondere, sei un rifiuto della società… io non voglio avere nulla a che fare con te, ora so esattamente chi sei per me, caro amico, ora ti posso collocare nel posto giusto della mia testa e renderti innocuo, ora non mi fai più paura… anzi, ti dirò che ti ringrazio per esserti presentato così nei dettagli, le tue risposte sono state esaurienti e dettagliate, ora so chi sei e posso procedere con i miei impegni quotidiani… ti saluto caro interlocutore, ho avuto il piacere di conoscerti, perché ora ti ho collocato nella mia testa nel posto che ti meriti… addio!

Tutto nasce in questo istante, tutto finisce in questo istante, è qui che trovi la risposta a tutti i tuoi quesiti, basta intensificare la sensazione che provi proprio ora, fino all’Essenza.”

Luca

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